Il numero 44 di aprile 2026 della rivista alvento.
Quello che resta, mentre tutto il resto passa.
[alvento is a state of mind]
«Non si può essere infelici quando si ha questo: l’odore del mare, la sabbia sotto le dita, l’aria, il vento».
– Irène Némirovsky, Il Vino della Solitudine (1935)
Pedali, e sembra tutto a posto.
Stessa strada, stesso rumore, pensieri che girano senza andare da nessuna parte.
Poi basta poco: l’asfalto che cambia, una traiettoria sbagliata, una minima distrazione. E sei per terra.
Niente di serio. La mano sull’asfalto, un paio di escoriazioni, la bici di lato. Odore di catrame caldo, gomma, polvere. Il respiro fuori fase.
Why me?
Viene fuori dopo. Quando è già successo.
Passa una macchina, uno rallenta, ti chiede tutto ok. Fai sì con la testa.
Ti rialzi.
La catena è su, la ruota gira. Anche tu.
Riparti. Sei un po’ sbrindellato e disordinato, ma va bene così.
Vuoi solo andare.
Il numero 44 di aprile 2026 della rivista alvento.
Quello che resta, mentre tutto il resto passa.
[alvento is a state of mind]
«Non si può essere infelici quando si ha questo: l’odore del mare, la sabbia sotto le dita, l’aria, il vento».
– Irène Némirovsky, Il Vino della Solitudine (1935)
Pedali, e sembra tutto a posto.
Stessa strada, stesso rumore, pensieri che girano senza andare da nessuna parte.
Poi basta poco: l’asfalto che cambia, una traiettoria sbagliata, una minima distrazione. E sei per terra.
Niente di serio. La mano sull’asfalto, un paio di escoriazioni, la bici di lato. Odore di catrame caldo, gomma, polvere. Il respiro fuori fase.
Why me?
Viene fuori dopo. Quando è già successo.
Passa una macchina, uno rallenta, ti chiede tutto ok. Fai sì con la testa.
Ti rialzi.
La catena è su, la ruota gira. Anche tu.
Riparti. Sei un po’ sbrindellato e disordinato, ma va bene così.
Vuoi solo andare.